Dopo 4 anni di negoziati e un mese di stallo a causa dei continui cambi di posizione di Italia, Germania e Francia, finalmente il profilo X della Presidenza belga del Consiglio dell'UE 2024 ha annunciato che è stato trovato un accordo in merito alla direttiva sulla Due Diligence delle Imprese (CSDDD).
Il via libera della direttiva è arrivato nel consesso del Coreper (il Comitato dei rappresentanti permanenti composto dai capi o vice-capi delegazione degli stati membri presso l'Unione europea) il 15 marzo, anche con il voto a favore dell’Italia.
Sul voto dell’Italia non ha perso tempo la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la quale si è espressa attraverso una nota stampa di Palazzo Chigi dicendo: “Abbiamo dimostrato che oggi a Bruxelles c’è un’Italia che non si arrende a soluzioni che penalizzano la nostra industria, ma che è capace di continuare a negoziare fino alla fine in maniera decisa, facendo valere la bontà dei propri argomenti, valorizzando le nostre eccellenze e riuscendo a modificare sostanzialmente il risultato finale”.
Il testo della direttiva con questo ultimo voto ha subito le modifiche e i compromessi concordati dagli stati membri. Rispetto al testo precedente al passaggio in Consiglio UE il testo prevede:
✅ A𝐦𝐛𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐩𝐩𝐥𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐫𝐢𝐝𝐨𝐭𝐭𝐨: la direttiva si applicherà alle imprese con 1000 dipendenti e un fatturato di almeno 450 milioni di euro (nel formulazione precedente si applicava alle imprese con 500 dipendenti e un fatturato di 150 milioni di euro);
✅𝐄𝐥𝐢𝐦𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐥'𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐝 𝐚𝐥𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨: è stato abbandonato il concetto di introduzione graduale delle organizzazioni che non soddisfano i criteri di ambito ma operano in settori ad alto rischio;
✅𝐀𝐩𝐩𝐫𝐨𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐚𝐩𝐩𝐥𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐠𝐫𝐚𝐝𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐚 𝐬𝐭𝐞𝐩 in base alle dimensioni dell'azienda e ai fatturati introdotti.
Con il compromesso raggiunto in Consiglio UE, la direttiva si applicherà al 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐚 𝟕𝟎% 𝐢𝐧 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞 rispetto a quanto inizialmente previsto, eppure la direttiva segna un passaggio storico:
✅ si passa dalla volontarietà della responsabilità sociale delle imprese all’obbligatorietà del dovere di diligenza;
✅ si introduce un meccanismo di compliance lungo la catena del valore con il tentativo di deresponsabilizzazione delle imprese madri attraverso società controllate (più o meno formalmente) o attività di esternalizzazione delle violazioni;
✅ si introduce la responsabilità civile delle imprese e l’obbligo di risarcimento delle vittime.
Il vero valore della direttiva rimane, in ogni caso, quello di poter costruire una base di partenza su cui poter tutelare i diritti umani, l’ambiente e il clima dalle violazioni delle imprese. Come Large Movements APS continueremo a monitorare l’andamento dei negoziati e a supportare il fondamentale lavoro svolto dalla Campagna Impresa2030 - Diamoci una regolata , la European Coalition for Corporate Justice (ECCJ) e tutte le persone ed organizzazioni che animano questi network.
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Il processo di adozione non è ancora concluso:
🤝 Gli Stati membri dell'UE si sono appena accordati su quella che dovrebbe essere l’ultima versione del testo della CSDDD
🤞 Occorre l’approvazione definitiva in questo mandato della Commissione europea ed entro la plenaria finale del Parlamento europeo che si terrà ad aprile


