Dopo un lungo percorso di 5 anni, il Parlamento Europeo ha dato il via libera definitivo alla Direttiva CSDD con 374 voti a favore.
Le organizzazioni della società civile hanno avuto i primi incontri con gli europarlamentari nel settembre 2019 per discutere la possibilità di chiedere alla Commissione europea di presentare quella che all’epoca veniva identificata come “Governance delle imprese sostenibile”.
Da questo incontro si è arrivati a una prima relazione del Parlamento europeo con raccomandazioni alla commissione europea sulla #duediligence delle imprese e a una posizione iniziale del Parlamento sulla proposta della Commissione europea.
La discussione del provvedimento nella prima parte del 2024 si era però bloccata nel consesso del Coreper (il comitato dei rappresentanti permanenti) a causa dei continui cambi di posizione dell’Italia, della Francia e della Germania.
Durante questo passaggio il testo della direttiva ha subito le modifiche e i compromessi concordati dagli stati membri comportanto alcune importanti differenze rispetto alla posizione iniziale del Parlamento.
In particolare è stato ridotto l’ambito di applicazione. La direttiva si applicherà ad imprese UE con con più di 1.000 lavoratori e con un fatturato globale superiore a 450 milioni di euro (prima delle modifiche del Consiglio Europeo, si parlava di 500 lavoratori e 150 milioni di euro) e alle imprese non UE che generano un fatturato di 450 milioni di euro nell'UE (senza soglia di lavoratori, prima delle modifiche si parlava di 150 milioni di euro). L’attuale testo non prevede più soglie inferiori per le imprese dei settori ad alto rischio (tessile, agricoltura, estrazione di minerali).
Oltre a ciò si segnala che la direttiva prevede l’istituzione da parte degli Stati membri dell'UE di un autorità di vigilanza nazionale per monitorare e applicare la Direttiva per le imprese di propria competenza. Questa autorità potrà svolgere indagini - sia di propria iniziativa, sia sulla base di preoccupazioni fondate sollevate dalle parti interessate.
L’adozione da parte del parlamento europeo dell’accordo finale, proprio a conclusione del ciclo 2019-2024, rappresenta un importante passo avanti verso la chiusura di questo dossier in seno alle istituzioni europee.
🗓 Prossimamente, gli Stati membri dell'Unione Europea attraverso il Consiglio UE, daranno il via libera definitivo riunendosi in sede COREPER e in Consiglio Competitività (COMPET). Se la direttiva verrà approvata, gli Stati membri avranno due anni di tempo dopo la sua entrata in vigore per recepire la Direttiva nella legislazione nazionale.


